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BIOGRAFIA - Il 1965 / Tour de France
In questa sezione trovate tutta la storia e le vittorie di Gianni.

Il 1965

1965Le performances del biondo di Groppello scatenano l'entusiasmo degli appassionati. La "Sei giorni" di Milano della nuova era è diventata un appuntamento tradizionale, che anticipa in febbraio l'apertura della stagione agonistica su strada. Accogliendo la richiesta di Vittorio Strumolo e Nino Recalcati, Molteni e Albani decidono di fargli disputare la Sei gJorni. Per un astro nascente dallo stile elegante ed efficace, ci vuole un compagno di coppia che sia uno specialista. "Il partner, dice Strumolo a Gianni, sarà Rik Van Ste-enbergen". Gianni è affascinato dalla proposta, ma con la pista, salvo fugaci apparizioni, non ha una gran confidenza. Nella settimana che precede l'inizio della "sei giorni", Gian-ni prova la pista del Palazzo della Fiera di Piazza 6 febbraio: un "catino" che alla linea di misurazione ha un perimetro di metri 199,23, con le curve inclinatissime. Una pista da apnea. Gianni incontra qualche difficoltà nella prima serata, cadendo due volte. Nel prosieguo del carosello milanese si merita però l'apprezzamento di tutti e, pilotato magistralmente da Van Steenbergen, vince. Motta è il nuovo beniamino dei milanesi.
A maggio, in una tappa del Giro di Svizzera Romanda, a pochi giorni dal via del Giro d'Italia, si verifica un brutto episodio: mentre è in un gruppetto in fuga apprestandosi a diventare, con ogni probabilità, leader della classifica generale, un'automobile della stampa con 5 persone a bordo, lo investe. Una ruota dell'auto passa sulla gamba sinistra del corridore. E' costretto al ritiro e a dare forfait al Giro d'Italia. Mentre Ardoni si aggiudica il Giro, nella casa di Groppello, con il ginocchio ingessato, Gianni "morde il freno": quel Giro era fatto su misura per lui.
Ricomincia a prepararsi con brevi uscite a ritmo moderato, per non sforzare eccessivamente la gamba sinistra. Dopo lunghe meditazioni e un summit Molteni-Colnago-AI-bani, si decide di schierarlo al Tour de France. Per la verità Motta ha ottenuto un successo di tappa al Midi-Libre^ giugno), ma la fatica del Tour è ben superiore. Correrà nella mista "Molteni-lgnis". Tutti sanno che è un po' un'improvvisata, di conseguenza non avrà niente da perdere se dovesse ritirarsi.

Il Tour de France

La "Grande Boucle", la corsa che non perdona, prende il via da Colonia, in territorio tedesco. Le prime tappe servono a Motta per carburarsi. Con quello che ha trascorso, sta andando fin troppo bene. Il Gianni non si accontenta del ruolo di corridore in rodaggio e. nella settima tappa, la crono individuale di Chateaulin, è terzo, preceduto da Poulidor e dal sempre più sorprendente Gimondi. A La Rochelle il belga Van de Kerkove spodesta Gimondi dal ruolo di leader. Nell'undicesima tappa, la Dax-Bagnerres de Bigorre, sui Pirenei, Gianni arriva terzo (lo battono Jimenez e Foucher) e Gimondi riconquista la maglia gialla. Motta accusa qualche difficoltà nella tappa che termina al Mont Ventoux, vinta da Poulidor, ma si riabilita 2 giorni dopo nella Gap-Briangon comprendente fra gli altri il Vars e l'Izoard, classificandosi secondo dietro allo spagnolo Galera e così pure, nella frazione conclusiva (Parco dei Principi), dove Gianni si classifica al secondo posto; Gimondi trionfa in classifica generale; Poulidor è secondo, Gianni è terzo.Tour de France
Il portacolori della Molteni riassapora il gusto della vittoria ih 4 agosto, aggiudicandosi la Tre Valli Varesine davanti a Dancelli e Gimondi. Sue anche le affermazioni nel Gran Premio Muro di Sormano a Desio (26 agosto) e nel Gran Premio Feg-Elli a Robbiano di Giussano (28 agosto). Gianni, che da dilettante aveva rifiutato la maglia azzurra, partecipa per il secondo anno consecutivo al mondiale su strada, che si svolge a San Sebastiano. Trionfa il britannico Tom Simpson.
L'appuntamento con il successo è rimandato al 7 ottobre, sulle strade della Valle Scrivia, in occasione del Memoria! Fausto Coppi a Castellania, cui seguiranno alcune altre vittorie.
Il '66 comincia alla grande. Gianni domina ancora la "Sei Giorni" di Milano. Questa volta il suo compagno di coppia è Peter Posi, l'olandese volante, plurivincitore nella specialità. Post è un fenomeno, ma Gianni non è da meno, soprattutto sul piano della spettacolarità. Motta entusiasma il pubblico del Palazzo di Piazza 6 febbraio nelle americane e nelle dietro-motori. I numeri di Motta-Post fanno rabbrividire la folla, che segue le competizioni in piedi dal primo all'ultimo giro. Motta esce rodatissimo dalla Sei giorni e ottiene immediatamente un successo da "formula uno": s'impone infatti nel Gran Premio di Monaco, mettendo alle corde awersari come Poulidor, Adorni, Brake e Gimondi sul Colle d'Eze. Il 24 aprile fa suo il Giro di Romagna. Il sistema migliore per prepararsi al Giro d'Italia è partecipare al Giro della Svizzera Romanda. Gianni lo sa e gli stessi dirigenti della Molteni decidono di schierarlo al via della corsa elvetica, nella quale l'atleta, dodici mesi prima, è stato bersagliato dalla malasorte. Questa volta Motta trionfa. In una corsa nobilitata dalla presenza di un cast degno del Giro o del Tour, vince la frazione Sion-Losanna e la classifica finale a tempo. L'apoteosi awiene il 15 maggio; il Giro d'Italia è alle porte.