In questa sezione trovate tutta la storia e le vittorie di Gianni.
Il passaggio al professionismo
A fine '63, tramite Ernesto Colnago, che Gianni comincia a
chiamare "padrun", è pronto un contratto
per passare al professionismo nella Molteni, la squadra di
Arcore sponsorizzata da Piero e Ambrogio Molteni, produttori
di alimentari, nella quale un ex professionista di vaglia,
Giorgio Albani, fa il direttore sportivo.
Con la maglia blu-camoscio della Molteni il debutto avviene
nel febbraio '64. Con lui in squadra ci sono elementi del
calibro di Dancelli, De Rosso e Fornoni, che vantano importanti
performances. Il corridore di Groppello non fatica ad inserirsi
in mezzo a tanti campioni e per lui la prima affermazione
nella categoria superiore arriva in Svizzera, nel Giro della
Romandia, a le Lode. Il grande pubblico comincia ad apprezzare
la brillantezza di questo giovane corridore che affronta il
Giro d'Italia con l'iniziale ruolo di "spalla" a
De Rosso. Nella corsa rosa, con Anquetil in veste di dominatore,
Gianni coglie un successo di tappa; nella penultima giornata
si aggiudica la "Torino-Biella", staccando Bitossi
su una salita del Biellese: Nel Giro che si conclude a Milano,
Gianni si piazza al 5° posto in classifica generale, con
un ritardo di 4' 42" da Anquetil, a ridosso degli altri
piazzati Zilioli, De Rosso e Adorni.
Nel periodo post-Giro, cala leggermente di forma. In agosto
ricomincia a pedalare sul suo standard migliore, ma viene
colpito dall'influenza. Motta è a letto, amorevolmente
curato da mamma Regina, quando il coequipier Pierino Baffi
lo va a trovare e gli dice: "Gianni, alzati e vieni a
fare l'allenamento. Dopo la doccia che farai al ritorno, vedrai
che la febbre non l'avrai più".Gianni ascolta
i consigli del velocista di Vaiiate e pochi giorni dopo, il
23 agosto, partecipa alla Coppa Bernocchi a Legnano vincendola
in volata davanti a Cribiori. La serie dei successi d'annata
prosegue col Gran Premio Besana a Corsico (29 agosto), prova
valida per il Trofeo Cugnet, e con la corsa di Arcore, il
Gran Premio Molteni del 30 Agosto, con gran gioia da parte
di patron Piero. Motta partecipa al mondiale di Sallanches
vinto dall'olandese Jan Janssen. Nella gara caratterizzata
dai ripetuti scollinamenti dell'erta di Domancy, il biondo
della Molteni conclude al 38° posto. Si arriva al Giro
di Lombardia (17 ottobre), noto a tutti come "mondiale
d'autunno". Il cast dei partenti comprende tanti campioni,
tra i quali l'inglese Tom Simpson, ma Gianni,
in barba al
tatticismo esasperato, infiamma la corsa fin dalla fase iniziale
(1° sul Ghisallo), nella Valsassina e, completando il
capolavoro, in Val d'Intelvi. Al traguardo di Como, il "puledro"
della Molteni giunge solitario e trionfante. Più staccati,
Carmine Preziosi e il belga Hevernaars. Sulle ali dell'entusiasmo,
Molteni e Albani decidono di fargli disputare il Trofeo Baracchi.
Il compagno scelto dallo staff della Molteni è Fornoni,
possente passista brianzolo. Il primo novembre la coppia Motta-Fornoni
vince il Trofeo Baracchi, distanziando di 37" due corridori
navigati quali Adorni e Baldini; quindi, ad 1'10", Simpson
e il tedesco Altig.